La Storia
Non esiste una data precisa che sancisca la nostra fondazione. Nel 1908 un suonatore di basso di Scannabue, dopo un tentativo mancato di fondare un gruppo musicale nel proprio paese, decise di riprovare con successo nel vicino comune di Trescore Cremasco.
Le fonti più antiche che attestano l’inizio di questo sodalizio sono una fotografia della primissima formazione ed un documento che descrive uno dei primi servizi musicali svolto presso il vicino comune di Casaletto Vaprio.
Tra i primi storici componenti figurano nomi storici del paese come Rosolo Besia, Filippo Barbati (nonno di un futuro sindaco), Stefano Pisoni, il tamburellista Bonetti, Angelo Ogliari, Francesco e Edoardo Piacentini, Luigi Carioni e Francesco Ginelli.
1908 La prima formazione
Le origini e la storica rivalità
Fino alla Prima Guerra Mondiale, il corpo bandistico visse una singolare scissione ideologica e sociale, dividendosi in due formazioni distinte che si alternavano nelle uscite pubbliche:
La "Banda dei Poveri": guidata dal signor Raimondi, proprietario di un osteria locale, priva di divise ufficiali.
La "Banda dei Ricchi": legata al signor Zavaglio, professionista locale, i cui componenti sfilavano con divise ufficiali.
Questa divisione portò con sé rigide consuetudini sociali, come il divieto ai musicisti ed ai propri parenti di presenziare alle esibizioni della banda rivale. Nacque inoltre una competizione goliardica che portò le due fazioni a "contendersi" i migliori musicisti e ingaggi a suon di lauti banchetti e reciproche scaramucce, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Nel secondo dopoguerra, superato il ventennio fascista, la banda riunita attraversò un periodo di vuoto e riorganizzazione. La direzione fu affidata al maestro Giovanni Cattaneo, originario di Trescore poi trasferitosi a Treviglio, che nella vita quotidiana faceva il cestaio e l'impagliatore di sedie. A lui succedette per un breve periodo Filippo Barbati, prima che la guida passasse a Ernesto Blini da Calvenzano.
Dagli anni '60 alla rinascita: Don Aschedamini e il Maestro Pisoni
Tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60 la banda visse un nuovo periodo di difficoltà, guidata solo temporaneamente durante i mesi estivi dal maestro Blini. In questo contesto fu determinante l'intervento del parroco di Trescore, Don Ettore Aschedamini, che assunse la presidenza. Fu sua l'idea di battezzare il gruppo con la denominazione attuale, "Corpo Bandistico S. Cecilia di Trescore Cremasco", così come l'impegno economico per l'acquisto di nuovi strumenti, a testimonianza della sua profonda sensibilità e passione per la musica. Il parroco garantì inoltre una sede provvisoria ai musicisti, mettendo a disposizione per le prove un salone parrocchiale situato di fronte al bar ACLI.
Intorno al 1966, durante l'amministrazione del sindaco Gianni Magri, la banda rinnovò le proprie divise e trovò delle nuove sistemazioni: prima presso la biblioteca comunale che allora si trovava all'interno nel municipio (oggi è l'aula dell'assemblea comunale) poi in un salone di proprietà dello stesso sindaco di fronte alla Chiesa S. Agata (in precedenza sede della Farmacia Zambiasi), che rimase lo spazio di prova per diversi anni. Nello stesso anno alla direzione arrivò il maestro Stefano Pisoni.
Successivamente, nel 1968, all'anziano Don Aschedamini subentra come presidente Tommaso Bonetti. Si aprì una fase di proficua collaborazione con i musicisti della Banda di Calvenzano, che si spostavano spesso a Trescore per integrare le sezioni dei clarinetti e delle trombe.
Gli anni '80: le Majorette, il maestro Franceschini e la direzione autonoma
Tra il 1978 e il 1979 la banda visse un notevole impulso organizzativo con l'istituzione di un gruppo autonomo di Majorettes, che rinnovarono l'immagine del gruppo, e l'ingresso del nuovo presidente Battista Gambarini. Grazie alla concessione del sindaco Giancarlo Ogliari e alla collaborazione del bidello Agostino Ogliari, le prove si spostarono nell'atrio delle scuole medie.
Nello stesso periodo alla direzione arrivò il maestro Giuseppe Franceschini di Ombriano, figura di grande rilievo già alla guida del Corpo Bandistico di Ombriano e della Banda Provinciale di Cremona. Questo sodalizio portò a grandi concerti congiunti e sinergie tra i complessi del territorio: uno degli esempi è il sostegno offerto dai musicisti di Trescore, Vailate e Pandino alla neonata Banda di Agnadello.
Nel 1987, durante la presidenza di Franco Tazzi e a seguito dell'uscita del maestro Giuseppe Franceschini, la guida della banda passò al clarinettista Francesco Lanzi. In quel periodo i componenti originari di Trescore erano pochi: gran parte dell'organico proveniva dai paesi vicini di Pieranica, Cremosano, Casaletto Vaprio, Torlino Vimercati e Azzano - da quest'ultimo proveniva l'indimenticabile clarinettista Giuseppe Lameri, soprannominato "Radiulina" per la sua nota loquacità - qualcuno arrivava persino dalla più distante Romano di Lombardia.
Fino ad allora, il repertorio concertistico era composto prevalentemente da arie e trascrizioni d'opera, che le bande riproponevano nei propri paesi per diffonderle tra la popolazione. Il crescente benessere economico, la maggiore mobilità e l'avvento dei dischi in vinile permisero tuttavia un accesso diretto alle grandi orchestre; di conseguenza, le bande dovettero ripensare la propria offerta musicale.
Fu così che nei circa dodici anni successivi divenne determinante la volontà del Maestro Lanzi e di alcuni giovani musicisti - tra cui spicca il Trescorese Agostino Lameri, appassionato suonatore di euphonium - di superare i vecchi schemi, abbandonando il ritmo prevedibile del repertorio tradizionale per abbracciare sonorità più moderne e dinamiche.
In un'epoca antecedente all'avvento di Internet e alla facile reperibilità digitale delle partiture (e delle fotocopiatrici...), Lanzi si sobbarcava il compito di acquistare, trascrivere e trasportare di suo pugno ogni singola partitura: Cacao Meravigliao, La Lambada, A Saint Tropez, New York New York, Rimbalzello... il tutto con l'ambizione di mantenere il repertorio al passo con i tempi e tenere alto il buon nome della Banda.
L'audacia del Maestro e dei musicisti, oltre ai raduni e alle adunate, toccò anche i momenti liturgici più solenni. Si ricorda un aneddoto avvenuto in occasione della festa di Santa Cecilia: la banda portò in chiesa brani di matrice contemporanea come Con te partirò e Hey Jude. Proprio sulle note del celebre pezzo dei Beatles, l'allora parroco Don Giovanni Folcini si commosse profondamente per l'intensità della melodia, del tutto ignaro della sua origine tutt'altro che sacra... ulteriore dimostrazione di come la musica sia un linguaggio universale, capace di superare ogni rigida etichetta.
Verso il nuovo millennio
Nel 1999, la banda intraprende una collaborazione con la Pro Loco locale sotto la presidenza congiunta del Cav. Maurizio Chizzoli, favorendo l'avvio di corsi di musica aperti a tutte le età. I locali della Pro Loco, situati in centro paese alle Quattro Vie, fungono da punto di riferimento per custodire strumenti, divise e partiture e per tenere lezioni ai nuovi musicisti, mentre l'organico continua a riunirsi presso le scuole medie per le prove settimanali.
Sotto la direzione del Maestro Pasquale Recchia, il repertorio si amplia, spaziando dalla musica classica alle colonne sonore. Tra i momenti più memorabili, spicca il concerto del 2005 dedicato ad Ennio Morricone, un suggestivo spettacolo che intrecciava musica, narrazione e canto.
Dal 2006, la direzione è passata al Maestro Stefano Rossi, clarinettista di Ombriano dotato di grande cultura musicale, che ha introdotto un repertorio di musica contemporanea e originali per banda senza però dimenticare i classici.
Tra il 2006 ed il 2015, sotto la guida comune del Maestro Stefano Rossi la banda ha stretto una fruttuosa collaborazione con il Corpo Bandistico “S. Martino Vescovo” di Sergnano e, nel 2009, ha ufficializzato il gemellaggio con la banda “I Cjastinars” di Muris di Ragogna, sancendo un legame profondo nato all’indomani del terremoto del Friuli del 1976.
Il prestigio della S. Cecilia è stato confermato dal Ministero della Cultura, che nel 2011 l'ha riconosciuta come Associazione istituzionale del territorio, e dal settimanale "InPrimapagina", che nel 2018 ha conferito alla banda il "Premio alla Carriera" per i suoi 110 anni di esistenza.
Il 2019 ha rappresentato un traguardo fondamentale: grazie all'impegno del nuovo parroco Don Francesco Gipponi e del geometra Massimo Dagani, la banda ha ottenuto una sede fissa e attrezzata presso la vecchia chiesetta delle suore, sopra la scuola materna San Giuseppe.
Nel 2022, dopo ben 16 anni, il Maestro Stefano Rossi ha lasciato la bacchetta per tornare tra le file dei musicisti e dedicarsi allo studio del bassotuba.
Dopo una stagione di transizione e formazione sotto la guida del Maestro Paolo Belloli, e la stagione 2023/2024 affidata alla creatività del giovane Maestro Marco Orazio Vallone, partito poi per un percorso artistico in Olanda, attualmente la guida del Corpo Bandistico è affidata al Maestro Francesco Bonomelli, già direttore del Corpo Bandistico di Ponteranica.